Archive for the ‘Varie’

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Un consulente del Team di Buzzreader spiega in sintesi l’utilità del servizio: Perché aziende e professionisti sono sempre più interessati al monitoraggio della propria reputazione online? Con quali procedure e con quali strumenti si realizza questa attività?
L’articolo si trova su tech4green.it



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Recentemente buzzreader ha effettuato un’attività di monitoraggio della reputazione online per Fujifilm Italia con particolare riferimento alla Divisione Arti Grafiche. I prodotti caratteristici di questo business sono: i Computer to plate (macchine per la produzione di lastre per la stampa offset) e i materiali da consumo (ovvero le lastre sulle quali i Computer to plate riproducono le pagine da stampare).

L’analisi è stata effettuata sia su Fujifilm Italia sia sui competitors a livello nazionale. Abbiamo analizzato commenti, recensioni, esperienze dirette dei consumatori, schede tecniche etc mentre non sono stati presi in considerazione contenuti riconducibili alla comunicazione istituzionale effettuata da parte dell’azienda.

Riguardo ai Computer to plate, la rappresentazione che segue illustra la presenza online dei vari marchi (Fujifilm e competitor) alla data della rilevazione.


Computer to plate – presenza online

ctp

 

Un po’ diverso l’assetto rilevato rispetto al materiale di consumo dove la presenza online dei vari marchi ha una connotazione in parte diversa.


Materiale da consumo – presenza online

consumo


Dai risultati delle analisi è emersa altresì la rilevanza acquisita, nell’ambito delle conversazioni intorno al settore delle Arti Grafiche, da un metodo innovativo di stampa, quale è quella della stampa lenticolare. Nella tag cloud che segue riportiamo i concetti e le parole più utilizzati nelle conversazioni sul tema “stampa lenticolare”.

image001

 

Per finire – ma questo non riguarda la divisione Arti Grafiche bensì Fujifilm in genere – abbiamo sondato la presenza online dei prodotti Fujifilm (o meglio, di tutti quei prodotti che in rete superano una certa soglia di rilevanza). Tutti i dati presenti su internet concernenti macchine fotografiche, stampanti, scanner, carica batterie, custodie, in generale qualunque accessorio recante il marchio Fujifilm, sono stati “intercettati” e analizzati. L’aggregazione dei dati in seguito alle elaborazioni è illustrata nel grafico seguente.


Fujifilm – prodotti

fuji_taglio

 

Da una parte ci sono le occorrenze: il numero di documenti trovati aventi per oggetto il prodotto Fujifilm, si tratta perlopiù di opinioni dei consumatori, di critiche, domande e commenti da parte degli utenti di internet. Dall’altra ci sono i prodotti, ordinati per rilevanza (a partire quindi dal modello Finepix s1500, di cui più si parla su internet, al modello Finepix f455 sul quale meno utenti si esprimono).
Alla prossima.

Il team di buzzreader


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Buzzreader ha portato a termine una analisi di reputazione online sul tema Green IT, ovvero sulla percezione degli utenti di internet rispetto alle nuove tecnologie ecosostenibili. Risparmio energetico, efficienza e riduzione dell’inquinamento: cosa dice la rete?
Tutta la reportistica è condensata in una serie di articoli (sette, di cui tre attualmente pubblicati) sul blog di Fujitsu tech4green.it a questo link

Si parla dei manager (“il 92% dei manager intervistati dichiara di aver varato iniziative “green” in ambito IT”) e dei marchi più citati in ambito Green, ma anche di notebook a consumo zero, e si tenta una “geolocalizzazione” delle città dove – almeno in base al web – il green it è più di casa. Anche il marchio Fujitsu viene analizzato con il nostro tool di monitoraggio della online reputation.





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Adesso occupiamoci di una tipologia di prodotti di cui ognuno si serve, nel proprio ambiente domestico. L’indagine è una radiografia del mondo degli acquisti online, per quanto riguarda i flaconi di bagnoschiuma. Non un argomento di scottante attualità, sicuramente, ma certo un importante filone commerciale. 
L’oggetto dell’analisi (i siti sotto osservazione) comprende dagli store online, alle grandi piattaforme di e-commerce, ai cataloghi di prodotti scaricabili o disponibili in rete; in generale tutte le pagine che dovrebbero contenere le informazioni promozionali dei bagnoschiuma.

La prima domanda: quali sono i “gusti” dei consumatori? O più correttamente, quali profumi i venditori e i promotori prediligono per il loro cataloghi e i loro store? Si tratta di verificare puntualmente le caratteristiche dei prodotti. Per meglio comprendere, andiamo subito ai dati:

bagnoschiuma-index


Come possiamo vedere, i bagnuschiuma più pubblicizzati (quelli sui quali ci sono più informazioni in rete) sono alla aloe vera. Segue il muschio bianco, e si conclude col meno noto: al maracuja.


_____


Seconda questione: i marchi. Quali sono in base ai dati raccolti i marchi più presenti in internet (sempre per quanto riguarda i venditori, gli store, i siti promozionali)? Quali sono quelli che (probabilmente) puntano più sulla comunicazione online? Eccoli:

bagnoschiuma-marchi


In cima Roberts, al secondo posto Lycia (i più noti anche fuori dalla rete). Mentre gli altri sono marchi, secondo quel che è la mia esperienza di utilizzatore di bagnoschiuma, poco conosciuti, ma in rete molto reclamizzati.


Gli ultimi dati invece rappresentano più che altro una “curiosità”, e cioè le principali aggettivazioni che la pubblicità di questi prodotti enfatizza, rispetto alla pelle. Ovvero: quali sono le promesse dei venditori o delle case produttrici? Quali benefici dovrebbero assicurare i loro prodotti alla nostra epidermide?  In pratica, se usi il tal bagnoschiuma la pelle ti diventa….

tag-pelle

La maggior parte dei prodotti promette una pelle morbida, pochi invece parlano di frescezza, di pelle idratata o elastica. E’ tutto.


Daniele per buzzreader



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Si tratta di un tema vasto e complesso, ne diamo qui una prima analisi. Le informazioni sono state raccolte dalla piattaforma BuzzReader Engine, i post sono stati archiviati ed elaborati, ma non letti: questa corrisponde a parte della sezione quantitativa dei report di BuzzReader.

 

1.

Le fonti di raccolta

2.

Vista preliminare (non sviluppata) sulle parole ricorrenti:

 

 

3.
Sviluppo. Macrotemi: nelle pagine/siti in cui è trattato l’argomento “elettrosmog”, si parla principalmente di:

 

 

4.
Sviluppo. Quali apparecchi inquinano:

 

 

5.
Tra le “word-concept” più diffuse, quelle legate a Radio Vaticana:
Overview preliminare (non sviluppata):

 

 

6.
Sviluppo. Le soluzioni più citate (corrispondenti alle word-concept “schermature”, “schermanti” ecc.) sono:

 

 

7.
Sviluppo. Di quali forme di inquinamento si discute maggiornamente in rete:

 

 

8.
Le url in cui riccorrono in maggior numero le “word-concept” per elettrosmog

 

 

 

 

sito www.buzzreader.it

 

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A.

L’origine è dal latino putare e, tra le tante, è l’accezione di ‘recidere’ i rami inutili da una pianta che dà a reputazione il senso di sfoltita, delle molte opinioni su un soggetto, per estrarne, sceverando, la sintesi del giudizio. Onesto o disonesto, sincero o mendace, affidabile o meno.

Naturalmente con i mezzi di comunicazione di massa il concetto di reputazione ha forme complesse e mobili, con una differenza netta però tra media piramidali, come quello televisivo, dove l’irradiazione è vigilata dal potere politico in certa misura e dagli organi di garanzia, e media sostanzialmente orizzontali come internet, dove il singolo è cellula indipendente e dicente, difficile da identificare, raggiungere, dissuadere con gli strumenti giudiziari o con metodi assai più silenziosi. Il controllo e la consapevolezza della propria reputazione è difficile.
La complessità si traduce nella difficoltà ad operare quella ‘sfoltita’ – sintesi dell’enorme, multiforme, multicanale massa di informazioni – allo scopo di recepire:

a) In che termini si parla in rete di un soggetto
b) Dove se ne parla
c) Quanti ne parlano positivamente e quanti negativamente.
d) Quali delle fonti sono poco raggiungibili dagli utenti; quali invece sono punti nodali, visibili, probabilmente oggetto di molti accessi, che diffondono dunque la reputazione del soggetto a un pubblico vasto, attivo.

B.

Andiamo dall’astrazione alle pratiche. In questi anni sono stati immessi sul mercato software e servizi di reputazione online che eseguono per l’appunto quella ‘sfoltita’ e producono – spesso in modo non automatico, quindi con l’operazione tutta umana di lettura delle informazioni – un documento di sintesi (report).
Analisi quantitative dunque – per sussumere, ordinare l’informità – e analisi qualitative di singoli post, pagine, video, libri online, tutto ciò ch’è testo decifrabile, trovano il connubio ideale per raccontare ‘cosa si dice sulla rete’ di persone, temi, marchi aziendali, partiti politici ecc.

C.

Il sistema BuzzReader esplora, rileva, ordina, categorizza parole, nomi, frasi, concetti di media complessità catturati all’interno di pagine web, blog, siti di informazione, aggregatori di materiale audiovisivo (you tube ecc), libri archiviati online via google, motori di ricerca di community e forum.

La nostra piattaforma, attualmente residente su una server farm, archivia gran parte della massa testuale di informazioni online (sempre rispetto a quel criterio, o algoritmo) producendo in modo automatico una sintesi. Dopodiché i documenti segnalati come interessanti (in base a un set di parole chiave) vengono scorsi da un gruppo di lettori, per poi produrre un rapporto qualitativo, a complemento del primo automatizzato/quantitativo. Da questi due approcci viene il report finale sulla reputazione online del nostro soggetto.

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